Ausiliari palatali modificati per semplici biomeccaniche (di Giulia Latini)

Spesso ci troviamo di fronte a malocclusioni che presentano caratteristiche peculiari sapendo che l’obiettivo dell’ortodontista è quello di ottenere il risultato desiderato nel minor tempo possibile, riducendo al massimo il discomfort del paziente.

Vi mostro due casi in cui ho modificato due tradizionali dispositivi ortodontici per modificare favorevolmente la posizione di denti ectopici, contemporaneamente alla risoluzione dei deficit trasversali.


CASO N° 1
Francesca, 9 anni, si presenta alla mia osservazione con l’assenza in arcata di entrambi gli incisivi laterali superiori, seconda classe bilaterale e vestibolo-inclinazione dell’elemento 36.
Dopo la raccolta dei dati anamnestici, il mio obiettivo di trattamento prevedeva l’espansione dell’arcata superiore e la linguo inclinazione dell’elemento 36. l’idea è stata quella di far saldare al tradizionale RPE ancorato ai quinti decidui un piccolo uncino per permettere l’applicazione domiciliare di un elastico criss cross che facilitasse la linguo inclinazione del 36 per risolvere il cross bite dello stesso elemento con il 26. Su quest’ultimo ho invece applicato un classico bottone ortodontico sulla superficie vestibolare.
Ho eliminato così l’effetto indesiderato della possibile estrusione del 26 dovuto alla azione verticale di un elastico criss cross applicato su quest’ultimo, tollerando invece la possibile lieve estrusione del 36.

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Caso 1. Cross Bite 26/36
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RPE con pin saldato distalmente al 26

CASO N°2
Paolo, 17 anni, si presenta con l’assenza in arcata dell’elemento 17, a differenza del 27 già erotto e a contatto con l’antagonista.
L’esame obiettivo mostra solo la cuspide mesiovestibolare e palpando la zona si apprezza l’orientamento palatale della superficie occlusale.
Tale posizione è confermata anche dall’rx OPT
Per favorire l’estrusione e il riposizionamento in arcata ho fatto saldare un ausiliario diretto distalmente alla banda di una barra palatale cementata sui sesti.
Ho applicato un bottoncino ortodontico sulla superficie occlusale del 17 esposto chirurgicamente per ampliare la superficie di adesione e applicato un modulo elastico che lo collegasse all’ausiliario vestibolare.
Il modulo elastico è stato cambiato ogni 2 settimane per circa 2 mesi, dopodiché ho rimosso l’ausiliario e applicato direttamente il tubo di pertinenza in cui ho inserito man mano gli archi in sequenza per permettere in corretto posizionamento in arcata.

 

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Queste modifiche mi hanno permesso di risolvere in breve tempo entrambe le disodontiasi a partire da apparecchiature ortodontiche che la maggior parte di noi utilizza quotidianamente.

Giulia Latini

Bibliografia

Ectopic eruption of the maxillary second molar: Predictive factors. Hwang S, Choi YJ, Lee JY, Chung C, Kim KH. Angle Orthod. 2017 Jul;87(4):583-589. doi: 10.2319/020917-95.

Changes in the buccolingual inclination of first molars with growth in untreated subjects: A longitudinal study. Sayania B, Merchant M, Josephs P, Chung CH. Angle Orthod. 2017 Sep;87(5):681-687. doi: 10.2319/120716-878.1. Epub 2017 May 8.

Impaction and retention of second molars: diagnosis, treatment and outcome. A retrospective follow-up study. Magnusson C, Kjellberg H. Angle Orthod. 2009 May;79(3):422-7. doi: 10.2319/021908-97.1.

 

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