La vibrazione velocizza il movimento ortodontico e lo stabilizza pure. (G.Fiorillo)

Un recentissimo e serio studio di Cristina Texeira della NYU ha valutato l’efficacia della applicazione di forza vibratile (30, 60, 120 hertz) su modelli animali sottoposti a trazione ortodontica. Il lavoro è disponibile in versione integrale al seguente link:

http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0196540

Senza stare a descrivere i dettagli dello studio (che condotti su modelli animali sottoposti a sacrificio potrebbero destare il fastidio degli animalisti e non), va detto che i risultati sono utili a definire meglio la prova della validità del sistema. Cosa si legge:

“Abbiamo scoperto che il trattamento con HFA ha migliorato significativamente la cascata catabolica dipendente dall’infiammazione durante il movimento ortodontico dei denti. Il trattamento con HFA ha aumentato i mediatori dell’infiammazione e l’osteoclastogenesi e ha ridotto la densità ossea alveolare durante il movimento ortodontico dei denti. (…). Questo è il primo rapporto che l’HFA migliora le cascate cataboliche dipendenti dall’infiammazione nell’osso. Le implicazioni cliniche del nostro studio sono altamente significative, poiché l’HFA può essere utilizzato per aumentare la velocità del movimento ortodontico durante la fase catabolica (corrispondente a quella in cui gli osteoclasti prevalgono) del trattamento e successivamente essere utilizzato per aumentare la ritenzione durante la fase di rimodellamento anabolico (attività osteoblastica prevalente durante la stabilizzazione) dopo la rimozione delle forze ortodontiche.”

Wow, se la premessa dell’abstract è questa, leggiamo con attenzione il contenuto del lavoro e osserviamo le immagini fornite. A parte il forte disappunto del sacrificio di 206 ratti maschi adulti immolati sull’altare del trattamento ortodontico veloce – in parte attenuato dalla serietà con cui la sperimentazione è stata condotta – la cosa che appare concreta è che gli effetti sono tangibili e che, anche se in modo non statisticamente significativo, l’aumento della frequenza e del tempo di applicazione sembra incrementare il tasso di movimento ortodontico.

IMG_4850
Attività osteoclastica su controllo, forza ortodontica e forza ortodontica più vibrazione.

Al 28′ giorno l’attività osteoclastica che consente il movimento nella direzione della forza appare aumentato nei tagli istologici. A voler indagare i grafici, osserviamo:

IMG_4847

Traducendo l’immagine in parole, possiamo dire che nei limiti delle forze clinicamente efficaci, aumentarne l’intensità velocizza e che, applicando la vibrazione, il tasso di movimento incrementa di più del doppio.

img_4848.png

Inoltre, come si evince dagli istogrammi sopra, sia l’aumento di frequenza (120 Hz) che di tempo di applicazione (10′) sembrano aumentarne l’efficacia, anche la significatività della statistica è insufficiente.

Un ulteriore e non banale assunto è che anche il richiamo di cellule osteoblastiche aumenta, ovvero la fase anabolica di neoapposizione ossea è amplificata. Tradotto in parole povere, sembrerebbe che la vibrazione sia utile anche in fase di contenzione.

Gianluigi Fiorillo

Corso di Straight Wire a ispirazione MBT

 

 

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