Come capire se una classe 3 è idonea per un Surgery First (di G. Fiorillo)

L’approccio Surgery First (SFOA) è una metodica innovativa di trattamento ortodontico-chirurgico delle gravi malocclusione dento-scheletriche. La situazione più frequente è naturalmente quella della classe 3, che qualora dovesse subire la classica preparazione prechirurgica ne accetterebbe l’aggravamento apparente della eliminazione dei compensi. Agli occhi, e nella mente, del paziente ciò risulta difficile da accettare perché, per almeno 18 mesi, egli subisce un imbruttimento cospicuo caratterizzato dalla accentuazione delle caratteristiche della classe 3.

Lo SFOA permette invece di curare subito il sintomo estetico, ovvero il motivo principale per cui il paziente chiede soccorso, e di rendere più semplice e veloce il trattamento ortodontico. Un trattamento, a onore del vero, non privo di difficoltà ma più semplice di quanto non si creda, se ben condotto.

Un modo per “iniziare” è individuare (tra tutte le malocclusioni dento-scheletriche) una malocclusione “semplice”: ovvero una classe 3 caratterizzata da buona ampiezza dell’arcata superiore, da assenza di inclusioni o gravi ectopie, da proclinazione dell’incisivo superiore non eccessiva.

Individuato il paziente giusto, i modelli delle arcate vengono collocati in relazione di classe 1 molare (con lieve ipercorrezione 1-2 mm) e con linee mediane il più possibile centrate (l’affollamento inferiore potrebbe condizionare). La classe canina potrebbe tendere alla seconda, se l’arcata superiore ha un forma triangolare e ciò non deve condizionare.  Il risultato sarà caratterizzato da contatti non stabili, di solito tri- o quadripodici, e da un Over Jet aumentato (figura).

E così si possono fissare i modelli in quella posizione (o si possono elaborare i file stl ottenuti da scansione) per realizzare uno splint chirurgico che servirà per mantenere stabilità anche dopo l’intervento per almeno 2/3 settimane (figura).

La modifica occlusale visibile nelle immagini di confronto inserite al termine del post, corrisponderà ad una drastica modifica migliorativa dell’estetica facciale, della quale sarà entusiasta il paziente, che si vedrà immediatamente migliorato e pronto ad affrontare una Ortodonzia non penalizzante. Ortodonzia che viaggerà più veloce (se ben condotta da mani scrupolose) in ragione del RAP (regional accellerating phaenomena) o del SAP (systemic accellerating phaenomena), in ragione dei favori funzionali (pressione labbra e lingua favorevoli) e dei favori anatomici (piani inclinati cuspidali favorevoli).

Il trattamento ortodontico (si ricorda che i bracket sono stati collocati prima dell’intervento e senza arco) avrà le caratteristiche – per capirci -del trattamento ortodontico di una malocclusione di classe 2 sottoposta a 6 mesi un twin block: contatti occlusali approssimativi ed elastici verticali da subito attivi nella ricerca del dell’antagonismo.

Lo SFOA, in conclusione, è un approccio patientoriented non così complesso come potrebbe apparire e alla portata di tutti gli ortodontisti. E ció indipendentemente dai movimenti osteotomici previsti per la chirurgia, in ragione delle esigenze morfo-funzionali individuali.

Gianluigi Fiorillo

 

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