Sulla necessità di Trattamento Ortodontico (G.Fiorillo)

Leggendo “An A-Z of orthodontics” di Kevin O’Brien pubblicato sul suo Blog nel mese di agosto del 2017, una cosa mi ha colpito molto. Alla lettera N di “Need for orthodontic treatment” si legge: A vague and constantly changing concept. A major problem for funded orthodontic treatment (1). La necessità di trattamento ortodontico è infatti un concetto molto vago, a tratti fumoso, impregnato di condizionamenti, filtrato dalle esigenze professionali di vendita del servizio, costretto nelle maglie della nobiltà della categoria medica della quale facciamo parte.

IMG_2522
Analizzando razionalmente l’argomento possiamo dire che la Malocclusione non è una patologia ma un dismorfismo ovvero una forma diversa dal normale, laddove il concetto di normalità è tuttavia relativo. Molto relativo. Perché se pensiamo che una fetta molto importante della popolazione presenta una classe 2 (tra il 20 e il 25%)(2), perché dobbiamo considerare anormali tutte le classi 2 esponendoci al rischio di affermazioni non oggettive?
È come se dicessimo al paziente maschio adulto italiano che è anormale perché è alto 5 cm meno di 177,8 (3). È il concetto di normalità la base di questa discussione: noi ortodontisti siamo portati a indicare anormalità che non sono tali e a motivare la necessità di trattamento additando come anormale per esempio la classe 2 o un affollamento. Quando il genitore ci chiede perché è opportuno sottoporre il proprio figlio a trattamento (non terapia, si badi) ortodontico, siamo di solito nella difficoltà emotiva di dover dire che la Malocclusione determina problemi posturali (che non siamo in grado di diagnosticare), problemi vaghi alla articolazione temporo-mandibolare (chi l’ha detto?), disturbi della efficienza masticatoria (solo per alcune), patologie parodontali (spesso se non c’è adeguata igiene consensuale), mal di testa (si, diciamo anche questo).
Ebbene, non c’è etica molto spesso nelle nostre affermazioni, sfruttiamo inconsapevolmente la posizione di debolezza del Genitore che per il figlio farebbe tutto. Eppure anche noi dobbiamo “vendere”, perché abbiamo la necessità di far andare avanti i nostri studi professionali, pagare gli stipendi e dare lavoro, guadagnare per noi stessi e i nostri figli e tutto questo reca per parti opposte necessità altrettanto etiche (l’etica dell’imprenditore che fa a botte con l’etica del medico).
Abbiamo pertanto la necessità assoluta di trovare la chiave per affrancarci da questa condizione rispolverando la nobiltà professionale cui facevo prima riferimento. Questa è la vera N di “need” da ricercare! Proviamo ad approndire e a indicare gli ambiti in cui l’opportunità (o indicazione) di trattamento è elevata.


Need n.1: Ortodonzia Intercettiva.
Quella ben condotta, quella necessaria, quella che evita lo sviluppo di malformazioni dento scheletriche, che intercetta i gravi affollamenti e le inclusioni, che attenua la manifestazione fenotipica di genetiche sfavorevoli.

Need n.2: Ortodonzia pro-protesica.
L’ortodonzia inserita nei programmi di riabilitazione protesica o implanto-protesica di bocche compromesse da incuria, odontoiatria pregressa malfatta, traumi, depauperamento tissutale.

Need n.3: Orto-gnatodonzia
L’ortodonzia che fa effettivamente terapia del disordine temporo-mandibolare come nelle Tight Locked Occlusion (le occlusioni bloccate), negli squilibri occlusali, nelle situazioni di rilevante distanza tra occlusione centrica e occlusione abituale (la terminologia può essere diversa, ma ci capiamo…)

Need n.4: Ortodonzia pro-chirurgica
L’ortodonzia che consente la chirurgia ortognatica convenzionale e in regime di surgery first.


E poi, tutto il resto è di difficile giustificazione in termini di necessità, se non vogliamo ricadere nelle situazioni di discutibile etica descritte in precedenza. Ovvero come facciamo ad indicare l’opportunità del trattamento in tutte le situazioni malocclusione che noi sappiamo di poter migliorare ma che dobbiamo inevitabilmente avere la capacità di “vendere”?
Chi come me è genitore e prova a immaginarsi dall’altra parte, ha quale unico parametro di giudizio ciò che vede: ovvero l’estetica. Che etimologicamente significa percezione, capacità di sentire, apprezzare e il genitore vuole proprio vedere, percepire il proprio figlio “bello”, giustificando a se stesso questa volontà con l’idea di migliorare la funzione (una qualsiasi). Quindi di fatto è come se dicessimo loro esattamente ciò che vogliono sentirsi dire, nel momento in cui indichiamo necessità relative o non giustificate sapendo di mentire laddove il genitore stesso mente a se stesso richiedendo funzione e non estetica. Un sostanziale accordo reciproco basato sulla menzogna? Sembrerebbe di si…
L’altra situazione frequente è quella del paziente adulto che richiede (o vorrebbe fare) ortodonzia perché non si piace o semplicemente che vuole inserire delle migliorie nel proprio aspetto (come del resto fa quando si rivolge al medico estetico per esempio). Con la differenza che a volte lo dichiara e che altre volte mente a se stesso giustificandosi con la ricerca di una opportunità funzionale che noi, con una buona dose di ruffianeria, possiamo indicare.
Ma tutto sarebbe più facile (ed etico) se si assegnasse nobiltà e valore all’estetica assegnandole un valore funzionale (la “funzione estetica”) e all’inestetismo il valore del sintomo (o quanto meno del segno…). E quindi la chiave che ci consente di individuare l’ultima “Need” è proprio l’estetica, che ci fa salvare capra e cavoli, diventare etici, non peccare di menzogna e “vendere” servizi professionali. Quindi:


Need n.5: Ortodonzia finalizzata all’Estetica
Di fatto, la gran parte dei trattamenti ortodontici che mettiamo in atto sui pazienti in dentizione permanente, preadolescenti, adolescenti o adulti che siano. E naturalmente l’estetica potrà coincidere nella gran parte dei casi con l’ottenimento delle 6 chiavi, dei principi dell’occlusione protetta; ma potrà anche consentire obiettivi parziali (o realistici, per dirla alla maniera di Kokich) che, pur non ottenendo – per esempio – la correzione di classe, possano garantire l’ottenimento della estetica del sorriso.


Sperando di essermi spiegato e certo di essermi capito da solo, auguro a tutti i colleghi i migliori successi professionali e di conservare nel tempo la voglia di non sentirsi mai arrivati, di mettersi in discussione, di apprezzare i propri errori, di non rifugiarsi nella ruffiana menzogna e di agire sempre nell’interesse dei nostri principali interlocutori: i pazienti.

Gianluigi Fiorillo

IMG_2523


1. http://kevinobrienorthoblog.com/a-z-orthodontics/

2. Dent Res J (Isfahan), 2016 vol. 13(5) pp. 387-395
Prevalence of malocclusion among Iranian children: A systematic review and meta-analysis. Akbari, M; Lankarani, KB; Honarvar, B; Tabrizi, R; Mirhadi, H; Moosazadeh, M

3. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Statura

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. giovannicoloccia ha detto:

    Complimenti per l’onestà intellettuale e per la semplicità. Grazie, buon nuovo anno!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...