Perché MBT é la madre di tutte le tecniche. Parte 1

La tecnica MBT nasce dal confronto delle esperienze di tre ortodontisti (Richard Mc Laughlin, John Bennett e Hugo Trevisi) che facevano cose simili. La tecnica, o meglio, la filosofia MBT si caratterizza in origine per la prescrizione dei bracket, per una successione di archi, per il lace back, per il bend back e per il sistema di chiusura degli spazi estrattivi. Nel tempo si é evoluta e gli ortodontisti che a questa tecnica di ispirano hanno saputo modificarne i contenuti rimanendo tuttavia aderenti ai principi. Vediamo come, analizzando singolarmente alcuni punti e chiarendo come questi sviluppi hanno portato alla nascita di vere e proprie “presunte” nuove tecniche.

Prescrizione dei Bracket

La formula MBT nasce per superare alcuni dei limiti dello SWA originale e delle prescrizioni figlie come Roth. Riduce il Tq degli incisivi inferiori, aumenta quello dei superiori; riduce il Tq progressivo negativo inferiore; riduce quello dei molari superiori. Consente la modifica di quello dei canini e degli incisivi laterali. Riduce il tip dei canini superiori e ottimizza la derotazione dei molari spesso necessaria.

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Il nostro confronto inizia con la CCO (Complete Clinical Orthodontics) riferibile a GAC-Dentsply e a al suo autore Antonino Secchi, della Pennsylvania University. Una delle tecniche-sistema più di tendenza attualmente, che vanta diversi opinion leaders di fama in tutto il mondo è che sta guadagnando spazi divulgativi importanti.

Vediamo cosa si legge a proposito della prescrizione CCO .image

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Immagine storica MBT

Si fa riferimento all’aumento di Tq dell’incisivo superiore e alla diminuzione (-6•) dell’inferiore: una novità? Non mi sembra. I valori di Tq e Tp per gli incisivi inferiori sono identici. Il valore di Tq per l’incisivo laterale superiore uguale e leggermente inferiore per il centrale (12*). Si legge che l’utilizzo di bracket self ligating attivi può consentire una completa acquisizione dell’informazione quando l’arco é un 019/015 SS, ma se si pensa che il play wire può essere superato lo stesso con un valore maggiore (17* o addirittura 22*), viene meno l’opportunità della scelta. Stessa cosa si può dire circa l’opportunità di una seconda prescrizione per il bracket dell’incisivo laterale a -3* Tq: la rotazione di 180* nei casi di collocazione linguale della radice é sufficiente al “richiamo” e alla riduzione dello stoccaggio.

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CCO riduce il tip del canino superiore per allontanare la radice da quelle del primo premolare: anche questo è un deja vu, chi conosce MBT si ricorda di una opt sul testo che mostrava un termine trattamento secondo Roth in cui le radici di canino e premolare sembravano eccessivamente vicine. E si ricorda anche che la riduzione del tip complessivo di canini e premolari superiori serve a condurre questi denti in una relazione di classe 1, ovvero a distalizzare le corone (ciò perché la condizione più frequente é la classe 2). Non a caso il tip MBT del canino era di 8•, anche in questo caso valore inferiore a Roth (13*).

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Immagine tratta da brochure CCO (vedi link a termine articolo)

Il canino inferiore: la cifra assegnata al Tq é meno negativa che in altre, perché ciò consente una miglior relazione con il canino superiore. Ma -8* non é significativamente diverso dal -6*MBT.

Premolari superiori. Tp 0* e Tq -8*. In MBT, rispettivamente 0* e -7*: cosa c’è di diverso? Nulla, anche le motivazioni indicate appaiono ottenute con un copy and paste.

Premolari inferiori. Il quarto ha lo stesso tip di tecnica MBT. Il quinto ha un leggero tip negativo, che secondo gli autori CCO dovrebbe frenare la caduta nello spazio estrattivo quando il trattamento sacrifica i quarti. Clinicamente possiamo dire che non c’è differenza tra 2* e -1*, e che questa cosa é peraltro indicata dallo stesso autore nel commento corrispondente: “This small difference is not be seen in non extraction cases”…

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Immagine storica MBT
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Immagine tratta da brochure CCO (vedi link a termine articolo)

La riduzione del Tq negativo per evitare il rolling linguale dei molari inferiori e la diminuizione del Tq del molare superiore per adeguare la curva di Wilson vengono mostrati da CCO come peculiarità della nuova prescrizione. Sappiamo bene tuttavia che queste note  (si veda la prima delle due figure soprastanti) erano già state fatte dagli autori della tecnica MBT. Quindi, anche in questo caso, nessuna novità.

Nelle immagini sottostanti possiamo notare il numero elevato di coincidenze nei valori numerici di tip e torque delle due prescrizioni che ci fanno ragionevolmente pensare che le differenze sono sostanzialmente minime, se non assenti.

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Arcata superiore

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Sequenza archi

La Sequenza degli archi MBT fu inizialmente proposta come molto semplicemente costituita da tre fili: 0,016 NiTi termoattivo, 0,019/0,0125 NiTi termoattivo e 0,019/0,015 SS Posted. Gli utilizzatori di questa tecnica la modificarono da subito e gli stessi autori derogavano da quella che sembrava una semplificazione forzosa non sempre in grado di risultare efficace. Punto critico era il passaggio dal primo al secondo arco, un primo arco piuttosto morbido ed un secondo già particolarmente rigido rendevano necessario il ricorso a fili supplementari quali l’acciaio 016, 018, 0,20 o i superelastici 16/22 o 17/25. Hugo Trevisi, per esempio, utilizzava molto l’acciaio australiano 018 e 020 prima di passare al Posted, scelta che clinicamente gli consentiva efficacia nelle derotazioni e nel livellamento senza forzature nel torquing dei settori anteriori potenzialmente in grado,di far perdere ancoraggio.

Per esempio, chi scrive ha sempre utilizzato nella sua pratica clinica e proposto una successione di archi a cinque: 014 niti, 016 niti, 017/025 niti TA, 019/0126 niti e, per deep bite casi estrattivi, 019/025 posted. Una delle tante sequenze razionali possibili. Tant’è che nella sostanza dei fatti la successione é sostanzialmente diventata un algoritmo legato all’andamento terapeutico e alle necessità individuali della singola malocclusione.

Qui di seguito mostro le immagini relative ad una tabella di successione archi MBT tratta da una recente brochure aziendale (3M) e di una equivalente immagine relativa alla sequenza CCO tratta da fonte simile (Dentsply in questo caso).

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Algoritmo di successione archi MBT

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Algoritmo di sequenza archi CCO

Volendo tracciare linee di successione archi razionali e possibili, le stesse sequenze possiamo trovarle nella prima tabella così come nelle seconde. Esistono delle peculiarità nella prima e nella seconda, ma come si fa a rigor di logica a dire che una scelta é migliore delle infinite possibili altre se si riesce a limitare il numero delle sostituzioni e ad applicare sempre il filo razionalmente più idoneo?

Considerazioni

Il confronto tra alcune specifiche (prescrizione e sequenza archi) di una tecnica molto diffusa, la MBT (40% di users sul totale degli ortodontisti worldwide; fonte: 2014 JCO trends) e di un’altra in corso di diffusione, la CCO ha mostrato – almeno in parte – come le paventate differenze e migliorie siano solo parzialmente vere e che molte delle cose dichiarate innovative siano già state dette.

La nostra ricerca proseguirà nei prossimi post analizzando le peculiarità relative a prescrizione dei bracket e Arc Sequencing di altre tecniche.

Gianluigi Fiorillo

Fonti web

http://multimedia.3m.com/mws/media/641581O/mbtsystem-handbook-70-2021-4902-0.pdf

http://www.ccosystem.com/Contents/PDFs/CCOBrochure.pdf

 

 

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