Quanto spazio si recupera con la proclinazione dell’incisivo inferiore? (di D.Raviglia; rev. G.Fiorillo)

Secondo Mc Laughlin per ogni 0,5 mm di vestibolarizzazione dell’incisivo inferiore rispetto alla linea Apog – corrispondente a 1,25° di aumento dell’IMPA – si ottiene 1 mm di spazio in arcata (1).

A questo proposito, un recentissimo studio di Yitschaky e coll. apparso su Angle Orthodontist ha valutato la relazione che esiste tra affollamento e proclinazione dell’incisivo inferiore cefalometrico, effettuando misurazioni su modelli e teleradiografie latero-laterali di 111 pazienti pre e post trattamento ortodontico non-estrattivo(2). I risultati mostrano che per per un aumento di 0.5° dell’IMPA si ottiene spazio in arcata per 1 mm (0,5 mm per emiarcata) ; un valore molto più piccolo rispetto al dato proposto da McLaughlin. Inoltre, secondo questo articolo, per ogni 0,2 mm di vestibolarizzazione dell’incisivo inferiore su A-Pg si ottiene 1mm di spazio in arcata: in altre parole, un movimento rispetto ad A-Pog di 1 mm corrisponde a 2,5 mm per emiarcata (più ottimistico e favorevole rispetto al rapporto 1:1 dei testi MBT).

raviglia

Tradotto in termini clinici, se abbiamo pianificato di risolvere un affollamento inferiore di 1 mm in un paziente proclinando gli incisivi inferiori, dobbiamo aspettarci un aumento dell’IMPA di soli 0.5 ° contro gli 1,25° immaginati da McLaughlin, Bennett e Trevisi.

Ovviamente tale esempio è di proposito riduttivo poiché nella proclinazione dell’incisivo inferiore durante il trattamento ortodontico concorrono altri fattori, quali l’appiattimento della curva di Spee e l’espansione.

Quindi sostanzialmente i risultati di questo studio ci “confortano“ sul timore di vestibolarizzazione eccessiva degli incisiviin risoluzione del crowding. Tuttavia, a ben leggere l’articolo, si possono porre delle obiezioni.


“A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”: così apostrofava Giulio Andreotti in una delle sue massime.


Intanto, il campione non è omogeneo perchè dei 111 pazienti del campione, il 37% ha usato elastici di classe II, mentre il 42% ha montato bracket self-ligating. Nello studio inoltre non è specificata né sequenza né tipologia di archi utilizzati (tondi?rettangolari?) e neanche la forma specifica dell’arco (si parla di generica forma rettangolare). E ancora, i settimi non sono stati inclusi nell’apparecchiatura  e non si specifica se è stato utilizzato il bend-back. La tecnica utilizzata è Roth che prevede un valore di torque di 0° per gli incisivi inferiori contro i -6° della tecnica MBT. Infine tutte le misurazioni, cefalometrie comprese, sono state effettuate manualmente da un operatore che – per quanto esperto – non può avere la stessa accuratezza di un supporto digitale.

Tuttavia questo è uno di quegli studi che rappresenta un buon punto di partenza “evidence based” su alcuni aspetti dell’ortodonzia che sembrano per lo più essere tramandati come aneddoti o considerati dogmi dalla comunità internazionale e che spesso e volentieri non hanno alcun fondamento scientifico.

Daniele Raviglia, revisione Gianluigi Fiorillo.

 

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Focus on MBT

 

1). Mclaughlin RP, Bennett JC, Trevisi H. Systemized Orthodontic.Treatment Mechanics. Maryland  Heights, MO: Mosby; 2001:179.

2). O. Yitschaky ; M.S. Neuhof ; M. Yitschakya; A. Zini. Relationship between dental crowding and mandibular incisor proclination during orthodontic treatment without extraction of permanent mandibular teeth. Angle Orthod. 2016;86:727-733.

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