Quando il mento non risponde alla terapia ortopedica della classe 2…

Parliamo di una cosa nuova: la Genioplastica Funzionale.

In età di crescita e intorno al picco siamo soliti applicare dispositivi ortopedico-funzionali per correggere le classi 2. I dispositivi che scegliamo sono diversi (Twin Block, Herbst, Forsus…), ma tutti mirano all’incremento di volume dei condili attraverso il condizionamento della postura mandibolare.

Il risultato è generalmente un misto di risposta scheletrica e di adattamento dentoalveolare. E ciò che accade è che otteniamo una perfetta classe 1 dentale mantenendo spesso un aspetto facciale di classe 2, a meno che non esistano condizioni particolarmente favorevoli (crescita verticale ridotta in particolare). La correzione paga il prezzo di una insufficiente proiezione orizzontale e di un eccesso verticale. Che tradotto in termini funzionali significa aumentata pressione del labbro inferiore (probabile causa di recidiva) e insufficiente competenza labiale.

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Come si può vedere dal tracciato cefalometrico soprastante che riguarda una correzione ortopedica in età di crescita (da Chamberlain, 2014), la normalizzazione dei rapporti dentari non corrisponde alla ottimizzazione scheletrica.

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Precious e Delaire definirono per primi la Genioplastica Funzionale, indicandola come la modifica chirurgica della forma del mento eseguita in adolescenza e finalizzata a normalizzare le funzioni e a migliorare l’estetica.

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Chamberland nel 2014 ha pubblicato un interessante lavoro in cui rendiconta circa un importante numero di pazienti sottoposti a Genioplastica Funzionale a 15, 15/19 e dopo i 19 anni. L’articolo è interamente scaricabile, e fornisce delle importanti e innovative indicazioni:

The mean genial advancement at surgery was similar for the three age groups, but the extent of remodeling around the repositioned chin was greater in group 1, less in group 2, and still less in group 3. Symphysis thickness increased significantly during the two-years postsurgery interval for the three groups, and this increase was significantly greater in group 1 than in group 3. Remodeling above and behind the repositioned chin also was greater in the younger patients. This was related to greater vertical growth of the dentoalveolar process in the younger patients. There was no evidence of a deleterious effect on mandibular growth. Conclusion – The outcomes of forward-upward gfore age 15) produces a better outcome in terms of bone remodeling.

È solo un’idea, ma forse è molto di più, una di quelle idee che potrebbero cambiare il nostro modus operandi in modo sostanziale. Il limite della chirurgia che potrebbe indurre il diniego, è limitato dalla procedura day-op che consente al paziente di riprendere immediatamente una vita normale.

Gianluigi Fiorillo

1. Orthod Fr, 2016 vol. 87(2) pp. 175-88. Functional genioplasty in growing patients. Chamberland, S; Proffit, WR; Chamberland, PE

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