La posizione ergonomica dell’ortodontista

Posizioni per il Bonding e la routine dei controlli.

Posizione paziente. Arcata superiore: angolo seduta-schienale quasi a 180* e seduta all’altezza del bacino dell’operatore. Arcata inferiore: schienale più sollevato rispetto alla seduta e quest’ultima più in basso rispetto al bacino dell’operatore.

Posizione operatore. L’operatore é posizionato a ore 11/12, ovvero dietro la testa del paziente e limita le sue “venute a ore 9”. Rispetto alle normali posizioni del dentista, l’ortodontista si colloca decisamente alle spalle del paziente. Ciò gli consente di avere una visione simmetrica delle arcate e impone alla assistente una posizione più defilata verso ore 14/15.

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Egli deve mantenere il controllo sui vari distretti corporei evitando l’assunzione di posture generali o distrettuali scomode, faticose o inefficaci. Vale la regola dei 90*: le principali articolazioni devono lavorare ad angolo retto. Il busto é dritto e non ricurvo rispetto al paziente, forma un angolo retto con il bacino. Le cosce sono parallele al pavimento e formano un angolo di 90* con la gamba in corrispondenza del ginocchio. Le gambe son divaricate e abbracciano la poltrona; é vietato lavorare con le gambe accavallate.
I gomiti sono aderenti al corpo; quanto più é alto il gomito, tanto più si verifica dispendio energetico; al gomito si lavora con angoli vicini ai 90*. Il polso non deve flettersi eccessivamente, ma rimanere in linea con l’avambraccio.
Il capo non é flesso in avanti ma in linea rispetto al busto.
Per mantenere il più possibile le posizioni, é lecito ruotare delicatamente la testa del paziente.

La posizione leggermente ribassata della seduta, con lo schienale leggermente sollevato, quando si lavora sull’arcata inferiore, consente all’operatore di non flettere il capo in avanti e di mantenere il controllo corporeo.

 

Strumentario e impugnatura. Evitare di poggiare strumenti o materiali sul petto del paziente. Utilizzare il tray. Il tray deve essere tenuto in ordine con una attenta distinzione tra strumenti in uso e rifiuti (legature rimosse, archi, rulli salivari usati…). Le pinze vanno impugnate in modo da avere il maggior controllo possibile. Per avere un’idea potremmo dire che vanno impugnate “a racchetta da tennis”. Solo l’indice rimane tra i manici a governarne l’apertura: più dita agiscono tra i manici tanto minore é il controllo e la forza che siamo in grado di esercitare in chiusura (si pensi al tronchesino distale). Evitare di insistere con gli strumenti sulle labbra o sugli angoli della bocca; proteggere sempre con le dita della mano sinistra i tessiti molli.

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Gianluigi Fiorillo

Di questo argomento si parlerà a Catania, in occasione del Corso di Perfezionamento in Tecnica Straight Wire.

 

Siti web:

  1. http://www.gacetadental.com/2009/04/posiciones-y-posturas-de-trabajo-del-odontlogo-y-del-auxiliar-31008/

 

 

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