Come ottenere la papilla ed evitare i triangoli neri in caso di agenesie anteriori (di M.Milo e G.Fiorillo)

La sostituzione di uno o più denti agenetici richiede un’attenta valutazione. Le aspettative del paziente sono altissime ed un piccolo errore nella gestione del caso può causare danni estetici più o meno gravi.

In implantoprotesi, nel caso di posizionamento di due impianti in titanio adiacenti, una delle sfide più complesse è la preservazione della papilla. Su un articolo pubblicato da Gastaldo sul Journal of Periodontology si legge(1):

“We conclude that the ideal distance from the base of the contact point to the bone crest between adjacent implants is 3 mm and, between a tooth and an implant, 3 mm to 5 mm. The ideal lateral spacing between implants and between tooth and implant is 3 mm to 4 mm. Further, there is an interaction between horizontal and vertical distances when the lateral spacing is greater than 3 mm.”

C’è pertanto una maggior tolleranza sulle distanze minime verticali e orizzontali – per evitare il triangolo nero e consentire  la presenza della papilla – quando questa è compresa tra un impianto e un dente naturale. Meglio cioè effettuare una ortodonzia pre-implantare che eviti la collocazione di due fixtures adiacenti.

Da qui nasce lo spunto terapeutico per il piano di trattamento proposto a Francesco, paziente di anni 18 con un’ottima occlusione di prima classe molare e premolare ma con le agenesie di incisivi laterali e canini superiori.

A  lui é stata proposta l’apertura di uno spazio tra secondo e primo premolare con mesializzazione di questi ultimi in zona canino per garantire un miglior risultato estetico da un punto di vista parodontale evitando l’inserimento di due fixture adiacenti. 

Inoltre non estrarre precocemente i canini decidui, ma includerli nel trattamento e mesializzarli in zona incisivo laterale, qualora ci riuscissimo, favorirebbe la rigenerazione ortodonticamente guidata dei siti implantari in zona incisiva. Sapendo, tuttavia, che il movimento ortodontico di un dente deciduo rappresenta una incognita perché le radici residue potrebbero riassorbirsi molto rapidamente.

Al termine del trattamento ortodontico si procederà all’inserimento degli impianti in zona 1.2 e 2.2 e 1.4 e 2.4. In questo modo potremo evitare l’inserimento di due fixture adiacenti che potrebbe accompagnarsi ad una diminuzione dell’altezza ossea interimplantare. E se la distanza della cresta dal punto di contatto tra le corone supera i 3 mm, sarebbe inevitabile osservare triangoli neri e scomparsa della papilla.

  1. Effect of the Vertical and Horizontal Distances Between Adjacent Implants and Between a Tooth and an Implant on the Incidence of Interproximal Papilla. Jose Fabio Gastaldo, Patricia Ramos Cury and Wilson Roberto Sendyk. J Period Vol. 75: Issue. 9: Pages. 1242-1246
  2. Consolaro A. Orthodontic movement in decidu- ous teeth Dental Press J Orthod. 2015 Mar-Apr;20(2):16-9.

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